La lanterna magica, l’icona elevata a simbolo del mese sacro

Aggiunto il mag 13, 2018

Siamo di nuovo nel mese del Ramadan, uno dei principali rituali per i Musulmani di tutto il mondo, un mese durante il quale è d’obbligo astenersi dal consumo di cibo e bevande e dal fumo dalle prime luci dell’alba al tramonto.

Da sempre gli egiziani coniugano l’eccezionale natura religiosa, morale e spirituale di questo mese con un’aurea di festa, che permea tutti gli eventi celebrativi del mese.

La lanterna del Ramadan, in arabo “Fanous Ramadan”, è probabilmente una delle icone più note della ricca eredità culturale del mese sacro in Egitto.

E’ ormai tradizione illuminare e decorare strade, case, bazaar e uffici con lanterne variopinte, che creano un’atmosfera magica caratterizzata da meravigliose armonie di luci e colori.

Ma come è nata questa tradizione?

Secondo una prima versione, nel periodo che va dal 362 aC al 972 dC, durante il regno della dinastia Fatimide in Egitto, il Califfo Al-Muiizz li-Din Allah sarebbe giunto alla periferia del Cairo il 15 di Ramadan, per farne la capitale del proprio regno.

L’alto comandante allora in carica, un certo Gawhar al-Siqilli, avrebbe chiesto ai residenti di accendere delle candele per illuminare la via del Califfo al suo arrivo.

Per illuminare il suo cammino ed evitare che le candele si spegnessero, adulti e bambini avrebbero riposto le candele in delle lanterne, cosa di cui il califfo fu assai grato e che assicurò la sua ammirazione per le genti della città.

Secondo un’altra versione, il Califfo al-Hakim bi Amr-Allah (996 dC -1021 dC) avrebbe ordinato, per ragioni di sicurezza, che le donne non uscissero dalle loro case se non accompagnate da un ragazzo che, munito di lanterna, avesse fatto loro strada.

Avrebbe inoltre ordinato di appendere le lanterne agli ingressi dei quartieri, delle moschee e all’imboccatura delle strade, minacciando pene severe a chi avesse trasgredito.

E come allora, anche oggi nel mese di Ramadan i ragazzi continuano a portare le lanterne canticchiando strofe di antiche canzoni in egiziano colloquiale, come “wahawi ya wahwai”, le cui origini si perdono in un antico “saluto alla luna”.

Oggi ci sono lanterne di tutte le fogge, dimensioni e colori. Al mercato se ne trovano di fattura artigianale, in latta e vetro, realizzate nel tipico stile risultato dalla fusione del design egiziano con quello islamico.

I negozi propongono anche lanterne moderne, realizzate in plastica, talvolta a forma di giocattolo e “parlanti”, con i canti tipici della tradizione del Ramadan.