Hajj, un omaggio ad Abramo e alla sua devozione a Dio

Aggiunto il ago 19, 2018

In questo momento, oltre 1,5 milioni di persone provenienti da decine di paesi di tutto il mondo sono alla Mecca, in Arabia Saudita, per assolvere all'hajj, il pellegrinaggio religioso islamico.

La gente potrebbe essere sorpresa nell'apprendere che l'hajj ha ben poco a che fare con il profeta Maometto. Piuttosto, esso commemora per lo più gli eventi della vita del profeta Ibrahim - cioè Abramo.

L'hajj - in arabo "pellegrinaggio" - è un pellegrinaggio religioso di cinque giorni alla Mecca e nei vicini luoghi santi in Arabia Saudita che tutti i musulmani che sono fisicamente e finanziariamente abili devono compiere almeno una volta nella loro vita.

È uno dei cinque pilastri o doveri dell'Islam, insieme con la professione di fede nell'unico Dio e Maometto come suo profeta, la preghiera, il dono caritativo e il digiuno durante il mese sacro del Ramadan.

L'hajj si svolge solo una volta all'anno, nel 12° mese del calendario islamico; i pellegrinaggi alla Mecca fatti in altri periodi dell'anno sono incoraggiati, ma non contano come hajj, ma piuttosto come Umrah, o visita.

Durante i cinque giorni dell'hajj, i pellegrini eseguono una serie di rituali volti a simboleggiare la loro unità con gli altri credenti e a rendere omaggio a Dio. Negli ultimi tre giorni dell’hajj, i pellegrini e altri musulmani in tutto il mondo celebrano Eid al-Adha, o la Festa del sacrificio.

L’hajj è un grande evento, sia per il suo significato nell'Islam che per l’enorme sfida logistica di far arrivare molte persone da tutti i ceti sociali e da ogni angolo del globo in un unico luogo relativamente contenuto, tutti insieme.

Alla fine dell'hajj, i pellegrini tornano a casa e spesso ricevono l'onorifico "hajji", cioè colui che ha compiuto l'hajj.